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03 ottobre 2025, liceo GIORDANO BRUNO Cassano D’Adda (Mi)

Si è svolto a Cassano d’Adda, presso il Liceo Scientifico “Giordano Bruno”, un incontro dedicato alla memoria dell’Appuntato Giuseppe Bommarito, ucciso dalla mafia nella strage di via Scobar a Palermo il 13 giugno 1983.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Giuseppe Bommarito in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri territoriale, l’Associazione Nazionale Carabinieri e Libera, ha rappresentato un importante momento di riflessione e di confronto tra studenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini sul valore della responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di una società più giusta.
Durante l’incontro, sono stati ricordati la figura e l’esempio di Giuseppe Bommarito, il suo impegno e il suo coraggio nell’affrontare con dedizione e lealtà il proprio servizio. La sua testimonianza continua ancora oggi a ispirare i giovani e a promuovere il dialogo tra le diverse realtà del territorio.
La testimonianza di Francesca Bommarito
Nel corso dell’incontro, Francesca Bommarito, sorella dell’appuntato Giuseppe, ha condiviso con grande intensità il proprio racconto personale, rievocando il momento drammatico in cui, al settimo mese di gravidanza, apprese la notizia della morte del fratello:
“Ero davanti al telegiornale delle 22.30 quando vidi la macchina militare e, sul sedile posteriore, riconobbi mio fratello. Era stato colpito a morte dalla mafia. Quel momento rimane impresso in me per sempre.”
Durante l’evento è stato proiettato il servizio del telegiornale di quella sera, che ha permesso di rivivere con commozione quei drammatici istanti. Francesca ha poi raccontato il lungo percorso di ricerca della verità che ha impegnato quasi quarant’anni, fino a ottenere il riconoscimento che Giuseppe non era stato ucciso “per caso”, ma era stato deliberatamente colpito perché testimone scomodo di un summit mafioso avvenuto a Monreale, dove era stato condotto da un superiore.
Dallo studio di documenti e testimonianze emerse che l’appuntato Bommarito aveva redatto una relazione di servizio su quell’incontro, e che la sua morte si inseriva nel contesto delle attività investigative condotte insieme al capitano Emanuele Basile, assassinato dalla mafia il 4 maggio 1980. Francesca ha potuto ricostruire tutto questo grazie alle carte ritrovate nel 2015 e consultando gli atti dell’aula bunker di Palermo, dove erano conservate le deposizioni del fratello e del capitano Mario D’Aleo, anch’egli successivamente ucciso.
È stato quindi proiettato un documentario realizzato dagli allievi carabinieri di Campobasso, che ricostruisce la storia dei due capitani e degli uomini che li affiancarono, tra cui Giuseppe Bommarito, sottolineando come la loro dedizione rappresenti ancora oggi un esempio di coraggio e fedeltà allo Stato.
Francesca ha poi ricordato come la sua ricerca non sia stata vana:
“Ho potuto raccontare tutto nel mio libro Al Bicocche. Sangue della I.O.D. Edizioni, consegnato al Comandante Generale dell’Arma Teoluzio e ad altri generali che, pur colpiti dalla durezza della verità, mi hanno incoraggiata a diffondere questa memoria, anche nelle scuole e nei centri di formazione dell’Arma dei Carabinieri.”
A conclusione dell’incontro è stato proiettato un video particolarmente toccante, in cui un’attrice ripercorre il travaglio interiore vissuto da Francesca negli anni, alternato a immagini della cerimonia del 6 luglio 2023 alla Caserma Cernaia, durante la quale la sala convegni è stata intitolata a Giuseppe Bommarito, accanto al ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Nel filmato, mentre scorrevano le immagini della cerimonia — alla presenza del generale Giuseppe Governale, del colonnello Giovanni Spirito, di circa 325 allievi carabinieri e di don Luigi Ciotti — si udiva in sottofondo la voce di Giuseppe che, da una registrazione familiare d’epoca, cantava “Paese mio che stai sulla collina” di Domenico Modugno.
Le parole finali della canzone, “io adesso amara bella terra mia ti lascio e vado via”, hanno commosso profondamente tutti i presenti.
Gli interventi
Sono poi intervenuti:
• il Capitano Roberto Antonuzzo, comandante della stazione Carabinieri di Cassano d’Adda;
• il Capitano Gennaro Vitagliano, comandante della tenenza di Cassano d’Adda;
• la prof.ssa Anna Betz, docente di lettere del Liceo “Giordano Bruno”;
• per Libera, il sig. Brescianini e la sig.ra Coriale;
• per l’Associazione Nazionale Carabinieri, il presidente Enrico Gomiero e la sig.ra Daniela Frasson;
• e l’Assessora alla Cultura del Comune di Cassano d’Adda, dott.ssa Rosetta Stavola, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale.
Il ruolo degli studenti e il prossimo appuntamento
Particolarmente significativa la partecipazione degli studenti del Liceo “Giordano Bruno”, preparati dalla prof.ssa Anna Betz, che hanno seguito con attenzione e partecipazione i momenti dell’incontro.
Gli stessi ragazzi saranno protagonisti anche della cerimonia del 25 ottobre 2025, quando a Cassano d’Adda verrà intitolata la Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri a Giuseppe Bommarito.
In quell’occasione, gli studenti interverranno presentando elaborati, letture e brani musicali da loro composti per onorare la memoria dell’appuntato e rinnovare l’impegno verso i valori della legalità e del servizio allo Stato.
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