Svolgimento dell’incontro
1. Introduzione e potere delle immagini
• La Dott.ssa Bommarito presenta il filo conduttore: come le immagini influenzano la percezione della realtà e delle notizie, e come siano state utilizzate anche nella lotta alla mafia.
• Visione di sintesi dei servizi del telegiornale e lettura dei giornali: come la violenza venga trasformata in cronaca, riducendo la persona a notizia.
• Riflessione: la mafia toglie la vita due volte, prima materialmente e poi riducendo l’umanità della vittima a poche righe di cronaca.
2. Racconto della storia di Giuseppe Bommarito e filmati
• Presentazione della vicenda di Giuseppe Bommarito, con approfondimento sul suo ruolo e percorso.
• Racconto della morte di Giuseppe insieme al Capitano Mario D’Aleo e al carabiniere Pietro Morici.
• Proiezione di filmati realizzati dagli allievi Carabinieri di Campobasso, che illustrano il contesto operativo e le circostanze degli eventi.
• Percorso di ricerca della verità (circa 40 anni) e lettura di archivi storici, per restituire dignità e volto a Giuseppe Bommarito.
• Giuseppe diventa simbolo per l’Arma dei Carabinieri: esempio di servizio allo Stato, anteponendo il dovere al ruolo di padre di famiglia.
• Proiezione dei funerali di Stato e immagini significative che comunicano più delle parole.
3. Contestualizzazione storica e strumenti narrativi – Capitano Angelo Maria Zerino
• La storia delle stragi e delle vittime della mafia viene presentata dal Capitano Angelo Maria Zerino, che illustra i fatti storici, le connessioni tra le organizzazioni criminali e le prime denunce di collusione tra mafia e amministrazioni locali.
• Esempio di Letizia Battaglia, fotografa che ha raccontato le stragi con le immagini, sensibilizzando l’opinione pubblica.
• Intervento mirato a spiegare ai ragazzi come comprendere il contesto e la dimensione storica degli eventi, con riferimento a figure come il giovane tenente Mario Marausa.
4. Testimonianze e valori umani
• Racconti della famiglia, degli amici, dei colleghi di Giuseppe e Mario D’Aleo.
• Importanza dell’amicizia, solidarietà e memoria.
• Citazione del libro Al di che sangue come strumento di memoria e riflessione.
5. Empatia e educazione emotiva
• L’empatia come capacità di sentire e comprendere le emozioni altrui.
• Collegamento alle neuroscienze: neuroni specchio, centri cerebrali prefrontale e limbico.
• Invito agli studenti a coltivare compassione e responsabilità sociale.
6. Conclusione e filmato commemorativo
• Alla fine dell’incontro, la Dott.ssa Bommarito chiede agli studenti se tutta la sua fatica di quaranta anni di ricerca e memoria sia stata utile.
• La risposta è positiva: grazie a questo percorso, è stato possibile restituire dignità, volto e memoria a Giuseppe Bommarito.
• Proiezione di un filmato realizzato dall’Arma dei Carabinieri di Milano, che mostra:
• La puntata commemorativa di Giuseppe nella sala convegni della Caserma Cernaia di Torino, con la partecipazione di numerose autorità.
• Altri luoghi di memoria dove Giuseppe è ricordato.
• La voce di Giuseppe, registrata durante una vacanza in Sicilia, che canta la canzone di Modugno “Paese mio che stai sulla collina”, concludendo con “Paese mio, ti lascio e vado via”.
• Commento finale: grazie a questo lavoro, non solo è stato restituito un volto e il ruolo di Giuseppe, ma anche la sua voce, rendendo viva la memoria e la sua testimonianza.
• Ringraziamenti ai docenti, agli studenti e alle autorità presenti.
• Omaggio del libro al Capitano, al Luogotenente e al Carabiniere presenti.
