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Memoria, versi e valori condivisi: un ponte tra Antonino Fleres e Giuseppe
Bommarito
Partecipare all’incontro di ieri, 28 maggio, è stato per me un viaggio profondo nel
cuore della memoria e del dovere. Trovarmi lì, nella suggestiva cornice della Chiesa
Madre di Borgetto, in occasione della presentazione del romanzo storico di
Francesco Billeci e del Recital di Poesie dedicati al ricordo del carabiniere Antonino
Fleres, ha risvegliato risonanze intime e dolorose, ma allo stesso tempo mi ha
riempito di un profondo orgoglio.
Quando sono stata chiamata a intervenire, il mio primo sentimento è stato di
immensa gratitudine. Ho avvertito il bisogno profondo di ringraziare il poeta
Francesco Billeci per questa straordinaria iniziativa, tutte le poetesse e i poeti
presenti, la presentatrice Cristina Adragna, il Sindaco Roberto Davì, il Capitano
Mattia Rognoni della Compagnia di Partinico, il Comandante Antonio de Blasi della
Stazione di Borgetto e il reverendo Arciprete, Padre Gioacchino Capizzi, che ci ha
ospitati e ha aperto l’evento con una toccante preghiera. Davanti a loro, non ho
potuto trattenere una forte commozione: dopo oltre cinquant’anni vissuti nel Nord
Italia, tornare nella mia terra natale e toccare con mano una tale ricchezza umana e
un simile talento artistico è stato un dono immenso. Ha risvegliato in me, con
rinnovata forza, lo stesso identico orgoglio di essere nata in quest’isola che provai
quando, tantissimi anni fa, arrivai a Milano.
Ascoltare le poesie raccolte e i passi letti è stato un momento di intensa
partecipazione. I versi hanno il potere unico di curare le ferite della storia,
trasformando il tragico sacrificio di un ragazzo di appena 19 anni in un canto eterno
di libertà e lealtà. Antonino, in quel drammatico 28 maggio del 1944 a Lariano,
scelse consapevolmente di non tradire. Davanti alla furia nazista, preferì pagare
con la vita la fedeltà allo Stato e alla comunità, lasciandoci un esempio di
straordinaria integrità.
In quell’occasione ho voluto dedicare un pensiero profondo all’Arma dei Carabinieri
e, in particolare, a chi indossa quella divisa. Una divisa, dopotutto, è soltanto un
involucro di stoffa, un guscio privo di significato se ad abitarlo non ci sono uomini
valorosi e onesti. Diventa un simbolo sacro solo quando è indossata da persone che,
di fronte al bivio della vita, non arretrano; uomini che scelgono con fermezza e
coraggio da che parte stare – la parte della legalità – tenendo fede, con dedizione
assoluta, al giuramento prestato.

Proprio durante l’incontro è stato ricordato un drammatico episodio della nostra
storia locale, l’eccidio del 22 novembre 1920, in cui persero la vita il professore
Bernardo Taormina e l’insegnante Francesco Macaluso, che aveva avuto il coraggio
di candidarsi a sindaco per sfidare la prepotenza dei “ cancaruna” del paese. Figure
che allora incarnavano, come antesignani in nuce, la violenza mafiosa. Questo
ricordo ci dice una verità fondamentale: questa terra non è soltanto una terra di
mafia, ma è, per vocazione e per sacrificio dei suoi figli migliori, una terra di
profonda antimafia.
Per questo motivo, l’emozione si è fatta ancora più profonda quando, tra le navate
della Chiesa Madre, è stato annunciato il progetto “Una poesia per Giuseppe
Bommarito”, nato dalla preziosa collaborazione tra l’Associazione Culturale Billeci e
la nostra Fondazione. Il lavoro svolto da Francesco Billeci, dagli uomini di cultura e
dai poeti del territorio è, a tutti gli effetti, una forma potente di antimafia.
Attraverso il recupero della memoria di un cittadino caduto nel ’44 e la volontà di
onorare oggi mio fratello, l’Appuntato Giuseppe Bommarito, queste persone fanno
cultura antimafia. Combattono il silenzio con la bellezza, la verità e la testimonianza
dei loro versi, che con tanta emozione abbiamo ascoltato durante il recital e che
saranno custoditi in questo volume.
Il dolore per la perdita di un fratello è una ferita che non si rimargina, ma vedere
che il suo sacrificio e quello di Antonino Fleres vengono fecondati attraverso l’arte,
la fede e la memoria collettiva dà un senso altissimo al nostro percorso. Ieri questi
due figli della stessa terra, guidati dagli stessi valori e dallo stesso destino di eroi
normali, hanno camminato insieme.
Ringrazio di cuore l’autore e promotore per aver dato vita a questa pubblicazione,
un vero e proprio presidio di legalità. Questo libro non è solo una silloge di versi e di
passaggi storici: è un monumento di parole, un testimone di riscatto e di orgoglio
siciliano che passiamo alle giovani generazioni.

Francesca Agnese Bommarito
Sorella dell’Appuntato Giuseppe Bommarito
Presidente della Fondazione Giuseppe Bommarito contro le mafie, ets

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